Ottantatremila scatti, ottantatré foto

Facciamo due conti. Robert Frank, tra il 1955 e il 1956, attraversa l’America in auto e scatta circa 83.000 fotografie. Il libro che ne esce, The Americans, ne contiene 83.

Fate voi la proporzione: una su mille.

Di quei 999 scatti scartati non parla mai nessuno. Ma sono loro, tanto quanto le 83 rimaste, ad aver fatto il libro — perché ogni foto che resta è anche il risultato di tutto quello che è stato buttato via.

Basta con il mito dell’occhio infallibile

Ok, diciamocelo: l’idea del fotografo con l’occhio magico che coglie sempre l’attimo perfetto è un mito bellissimo e completamente fuorviante. Comodo, perché sposta tutto il merito al momento dello scatto. Ma chiunque abbia mai messo mano a un contact sheet sa come va davvero: il momento di grazia, quando arriva, non arriva mai da solo. Arriva con altre trenta varianti quasi uguali, e il lavoro vero — quello duro — comincia dopo.

Frank passò mesi a lavorare sulla sequenza del libro insieme a Kerouac e ad altri, discutendo non solo cosa tenere ma in che ordine metterlo. Perché una foto da sola dice una cosa, la stessa foto in fila con altre dieci ne dice un’altra completamente diversa. Selezionare non è un filtro neutro. È scrivere una seconda volta.

E oggi è anche peggio

Ai tempi della pellicola c’era un freno naturale: 36 scatti a rullino, ogni click costava. Oggi quel freno non c’è più, e con lui è sparita anche la disciplina che il mezzo ci imponeva gratis. Il paradosso è che adesso tocca a noi, in fase di editing, ricrearci da soli quel limite che prima arrivava da fuori.

E qui casca l’asino, sempre: la foto perfetta — a fuoco, esposta bene, composta a manuale — batte quasi sempre quella vera, quella storta, quella con lo sguardo colto a metà. È più facile scegliere la nitida. Riconoscere l’altra, e poi avere il coraggio di tenerla, è un allenamento.

Quindi

Non ho una ricetta. Ma ogni tanto vale la pena tornare su un contact sheet — vero o digitale che sia — e farsi una domanda scomoda: non “qual è la più bella”, ma “qual è quella che dice qualcosa che le altre non dicono”. Quella è la domanda giusta.

Ciao Monica


Immagine di copertina: [inserire credito]

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